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LA PARROCCHIALE

----------La prima Parrocchiale di Galugnano a noi nota è la Chiesa di San Nicola, così un'annotazione del 1608 "...San Nicola...Quae antìquitus erat Ecclesia Matrix dicti casalis..." (1), per "antiquitus" è da intendere almeno prima del 1522 poiché in tale anno è documentata la coesistenza della chiesa di San Nicola con una parrocchiale, non certo quella conosciuta sino alla prima metà del 900; trattasi di altra preesistente e scalzata alla fine del 500 da quella a noi nota intitolata a Maria SS. Assunta prima e Maria SS. Immacolata poi. Non conosciamo la data esatta della variazione, Padre Vittorio Boccadamo, già responsabile dell'Archivio Diocesano d'Otranto, suppone nel 1800 (2), comunque sia nella visita pastorale del 1840 leggiamo: "... Altare maius Immacolata Virginum dicatum...". Impossibile stabilire l'anno esatto della sua edificazione. L'altare dedicato a San Michele Arcangelo reca la data del 1605, la fine dei lavori, intendendo il completamento dell'arredo degli interni, dovrebbe risalire al 1618: "...La parrocchia! chiesa di Galugnano della diocesi d'Otranto edificata, secondo si legge sulla porta maggiore di essa, nel 1618, non essendovi memoria alcuna del fondatore di essa, sta situata in mezzo della terra suddetta, distante dall'angolo australe del baronal palazzo due passi in circa il di lei ciiniterio, sta posta sotto il titolo di S. Maria dell'Assunta..." (3). A proposito di "cimiterio" sappiamo anche che aveva "...Sepolture nr. 6. Due dentro il Presbiterio per gli infanti, un'altra vicino all'altare di San Michele per i sacerdoti e le altre tre per il popolo... " (4).

----------Nulla sappiamo dell'originale cinquecentesco Altare Maggiore poiché quello demolito nel 50, ed andato disperso, è altro, ce lo dice un'annotazione posta alla fine dell'anno 1836 nelì'8° libro dei Battesimi (1802-1852): "Die Decimo currentis mensis Julii Anni Domini Millesimi Octigentesimi Trigesimi Sexti confectum fuit Altare Majus huius Matricis Ecclesiae erectum ex comuni ac devoto cuius exem- plar fuit altare ecclesiae Lequitarum. Hoc ad perpetuam rei memoriam" (II giorno 10 del corrente mese di Luglio dell'Anno del Signore 1837 fu montato l'Altare Maggiore di questa Chiesa Madre elevato da! Comune e dai cittadini devoti, il detto esemplare era stato l'altare della chiesa di Lequile. Ciò a perpetua memoria.

----------1 Maggio 1912 : "... Il Consiglio Comunale avuta lettura della istanza presentata dal Vice Parroco della Frazione Galugnano; constatato che la somma proveniente dalle rendite della Chiesa Recettizia della Frazione Galugnano rimasta tuttavia disponìbile ammonta a lire 1295.25; ad unanimità di voti per appello nominale - Delibera - che la detta somma...Rimasta disponibile...Sia devoluta per i lavori di ampliamento di quella Chiesa Parrocchiale."-

----------1930, (A.P.G., busta n.2, fase, n.7): "...L'ultima risanazione fu fatta nel 1912 e 1913 dalle liquidità delle rendite dell'ex ricettizio, nonché con le offerte del popolo, del Parroco e del fondo del culto che offerse lire 400... Le prime riparazioni consistettero nell'ampliamento di circa 20 mq. Della navata, in parte di soffitto interno, nel totale pavimento in cemento armato per lire 5.000 circa...". Praticamente è rifatto e spostato in avanti il prospetto di tre metri. Del vecchio prospetto rimane solo il circolare Rosone del quale abbiamo ampiamente detto.

----------Null'altro sappiamo se non che, a detta dei più anziani, sul vecchio prospetto troneggia in vetta ed al centro di esso una statua di San Michele Arcangelo frantumatasi al suolo durante il tentativo di discenderla integra per un ipotetico rimontaggio.

----------. sacre funzioni che si celebrano durante l'anno: "...II mese di Maggio alla Madonna, il mese di Giugno al Sacro Cuore, a Ottobre al SS. Rosario. S. Agnese nel mese di Gennaio, nel mese di Marzo il Settenaro a San Giuseppe, triduo alla Madonna Addolorata per il primo Venerdì di Marzo con solennità festiva, con pellegrinaggi ed indulgenze plenarie. Novena di San Michele nel Maggio e nel Settembre, Novena alla Madonna della Neve, Settenario allo Spirito Santo, Novena a San Raffaele Arcangelo e altri vari tridui secondo le occorrenze, le richieste e l'opportunità. La Novena dell'Immacolata e del Santo Natale e rOttavario del Corpus Domini. Il Triduo a Santa Lucia... ".-

----------...Reliquie esistenti nella Chiesa Parrocchiale e nelle sussidiarie: 1) Santa Filomenada rinnovarsi 2) Santa Lucia autenticata il 10 Luglio del 1932.".

----------Oggi le reliquie esistenti sono: 1) Ossibus S. Luciae Virginis et Martyris con autentica data a Catania il 10 Luglio 1932. - 2) Ossibus Sanctae Dorotheae con autentica data a Roma il 20 Luglio 1935.- 3) Cute capitis S. Agathae Virginis et Martyris Catanensis con autentica data a Catania il 30 Aprile 1940.- 4) Ossibus 800 BB. MM. Hydruntinorum con autentica data a Otranto il 29 Luglio 1964. Non v'è più quella di Santa Filomena, probabilmente, scemata la devozione, fervente nei secoli precedenti tanto che era festeggiata sia a San Donato che a Galugnano, mai rinnovata, l'autentica è andata distrutta.

----------Le prime notìzie sulle statue risalgono al 1755 riportate dalla solita platea dello stesso anno conservata in archivio: "... Statue quattro... Cioè una della V.ne SS. Consistente nella sola testa e mani fatte di carta pesta...Tiene la detta statua li suoi capelli in perucca all'imperiale colla sua corona d'argento e l'abito di drappo turchino, velo di taffittà e colore celeste, porta il suo bambino quale anche ha la sua pirucca colla corona d'argento e camiciola...L'altra di San Giuseppe anche costituita colla sua testa e mani fatte di carta pesta... La terza altra statua di San Domenico e l'altra di San Michele Arcangelo fatta di legno".

----------La Platea del 1834 ci aggiorna: "...Quattro statue, cioè una della Vergine del Santìssimo Rosario colla testa e mani di carta pesta ed il rimanente del corpo vestito di drappo celeste vario fiorito e ricamato, le altre tutte intere di carta pesta, una di San Michele Arcangelo ch'è il principal protettore di questo Comune,

----------l'altra di Maria SS. Della Neve e l'ultima di San Raffaele Arcangelo fatta per divozione del fii Antonio di Giovanni Dell'Anna**.

----------Ed infine il questionario del 1930: "... Statue in carta pesta: San Michele, San Raffaele, S. Antonio, San Giuseppe, S. Agnese, Madonna della Neve, Sacro Cuore di Gesù, Cristo Risorto, Madonna del Rosario e Addolorata con abiti di panno..."; nel 1936 si aggiungono Santa Lucia e Gesù Bambino.

----------Negli anni 50 vengono rifatte ex novo Gesù morto e la Madonna della Neve in sostituzione delle vecchie ormai irrecuperabili e le nuove, in ogni senso, dei Santi Medici e dell'Immacolata in sostituzione della vecchia statua in pietra leccese posta sull'altare maggiore e con esso rimossa in fase di ricostruzione della Chiesa Parrocchiale, queste ultime tutte per opera di Mons. Pasquale Ca­puto che successivamente ha curato anche il restauro di tutte le rimanenti.

----------.Ad inizio ottocento sulla torre campanaria, dominante il lato nord della Parrocchiale, è installato "... un antico orologio Pubblico..." che dall'Arditi (Cit. Op., pag. 21) apprendiamo essere stato acquistato dal Comune di Arnesano; rimane in funzione sino al 1923 quando viene sostituito con altro acquistato dalla ditta Andrea Guglielmi di Lecce per lire 2.000 a spese del Comune, quest'ultimo rimane in servizio sino alla demolizione di Chiesa e Campanile quando viene smontato e accantonato; reinstallato sul nuovo Campanile funziona male ed a fasi alterne, viene sostituito con un nuovo apparecchio il 22 Gennaio 1975; anche il funzionamento di questo è a fasi alterne e da più anni tace del tutto, ma nessuno ci fa più caso, il suo rintoccar le ore non è più di grandissima utilità per la cittadinanza, oggi gli orologi li regalano ai supermercati e comunque hanno prezzi irrisori; non è più come un tempo quando possedere un orologio era uno status simbol e la massa doveva ritmare il vivere quotidiano con i rintocchi del Pubblico Orologio ed il tintinnio del Mattutino, del mezzodì e dell'Ave Maria dato dalla "campana piccola e quella grande", rimasta muta quest'ultima, con sconforto di tutti, nel 1913 per sopravvenuto lesionamento, e Don Pietro annota: "...Per la rifusione della campana occorre la spesa di lire 2.500 di cui per 1.500 assunse il peso il sottoscritto Parroco, e il resto dal contributo dei fedeli...". La stessa campana per medesime ragioni è poi rifusa nel 1959 ed ancora nel 1997.

----------Entrambe le campane della parrocchiale vengono salvate dalle requisizioni fasciste durante l'ultima guerra mondiale: sortiscono effetto positivo le vive proteste della cittadinanza ed i requisitoli accettano di portar via al loro posto quelle delle Chiese del Cimitero, della Madonna della Neve e dellAnnunziata, in quest'ultima le difficoltà incontrate per la discesa della campana grande dalle anguste scale rischiano di far saltare l'accordo e di ritornare al campanile della Parrocchiale, ma l'intervento deciso e fattivo di più cittadini ne consentono finalmente la discesa; le campane della Parrocchiale sono salve.

----------Il 10 Luglio 1943 irrompe Don Pasquale Caputo, vero spartiacque fra la vecchia e nuova Parrocchiale.

----------Non sono trascorsi tre armi dal suo arrivo quando il 28 Maggio del 1947 così si rivolge al Sindaco del Comune di San Donato: "...II sottoscritto Parroco di Galugnano avendo sopportato delle spese per pavimentazione estema aderente alla Chiesa chiede a codesto Consiglio Comunale che si benigni accordargli la somma di lire 4.500 quale segno di partecipazione ad un'opera benefica compiuta da molti concittadini a prò della Frazione di Galugnano..."; ed il 14.6.947 il Consiglio Comunale delibera: "...Di accordare il contributo di lire 4.550 al Parroco Pro Tempore della frazione di Gaìugnano per la pavimentazione e-sterna aderente alla Chiesa.

----------Per la cronistoria della ricostruzione rimandiamo allo scritto di Mons. Caputo "Fede ed Arte a Galugnano", a noi preme evidenziare date e realizzazioni più significative.

----------Che l'intento fosse di ampliare e non abbattere la vecchia Chiesa Io dice lo stesso Don Pasquale nella sua opera più volte citata, pag. 23: "L'incresciosa constatazione dell'insufficienza della Chiesa a contenere i fedeli-..il vedermi costretto a compiere i Sacri Riti con intorno ai gradini dell'Altare un gran numero di ragazzi in piedi e naturalmente distratti...fecero nascere, fin dai primi mesi della mia permanenza nella Parrocchia... l'idea del suo ampliamento." Pag. 25: "... Il progetto d'ampliamento... prevedeva la costruzione di due navate laterali delle dimensioni di m. 3.50 di larghezza per m. 15 di lunghezza, con la creazione di dieci archi sulle parti laterali...Decisi così, con S. Ecc. Mons. Arcivescovo, di iniziare i lavori con la posa della prima pietra, fissata il giorno 29 Aprile 1951."

----------Come si arriva dall'ampliamento alla demolizione totale? E' lo stesso Mons. Caputo a rispondere, pag. 29: "...Dal 29 Aprile al 28 Settembre 1951, procedevano con ritmo accelerato i lavori di costruzione della navatina di sinistra... terminati i lavori... si coglieva Foccasione della festa del Protettore San Michele Arcangelo per aprire al culto la Chiesa» ormai resa più grande... Ma in pari tempo da tutti si rilevava un serio inconveniente...i grossi pilastri dello spessore di m. 1.70, tecnicamente indispensabili, impedivano la visuale dell'Altare Maggiore, e quindi del celebrante. D'altra parte come fare? Bisognava demolire tutta la Chiesa e ricostruirla con altro sistema."

----------Non si pone tempo in mezzo! Pag. 32 : "...Si decide di dare inizio ai lavori di demolizione. .. Vengono suonate per l'ultima volta le campane... H vederla crollare progressivamente, fu causa per tutti di tristezza e di preoccupazione...Dopo qualche mese, l'antica casa del Signore era ridotta ad un cumulo di macerie."

----------Pag. 34: "... Il giorno delle Ceneri dell'anno 1952, ebbe inizio la ricostruzione della nuova Chiesa... ".

----------Il dubbio che ci assilla è il seguente: non era prevedibile in fase di progettazione delle nuove navate laterali l'inconveniente della mastodonticttà dei pilastri che si andavano a costruire? Perché se lo era sarebbe convenuto sicuramente, in tutti i sensi, anche economicamente, salvare la vecchia struttura e costruire ex novo altra Chiesa; magari di rimpettaio alla vecchia, visto che vi era lo spazio necessario ed in parte di proprietà del Comune.

----------Ma col senno del poi tutto è più focile! Questo lo capiamo. Tant'è! E' andata così.

----------.Il 1955 vede la fine dei lavori, il 7 Maggio l'inaugurazione ricordata da apposita lapide all'ingresso della navata sinistra che recita: "Nell'anno 1955 auspice e benedicente il Pastore dell'Archidiocesi S.E. Mons. Raffaele Calabria, promotore fattivo e instancabile il Parroco Don Pasquale Caputo, concorrenti con sacrifici generosi i Cittadini di Galugnano, questo sacro Tempio rinnovato a forme più ampie e decorose in onore di M. SS. immacolata fu benedetto e consacrato il 7 Maggio 1955."

----------I festeggiamenti esterni sono allietati dai Concerti Bandistici di "Città di Bari", orchestra lirico sinfonica, e "Acquaviva delle Fonti".

----------.Ritorniamo alla pubblicazione di Don Pasquale, pag. 64: "La spesa complessiva della nuova Chiesa ammonta a lire 10.769.375 (escluso il campanile), di cui lire 6.850.000 sono stati erogati dallo stato (Genio Civile - Fondo Culti); lire 500.000 dal Santo Padre e lire 3.419.375 sono state raccolte dal popolo."

----------Nel 1956 è eretto il Campanile, costo lire 1.500.000. Il 17 Maggio 1965 è inaugurato il nuovo organo che "...Costa lire 5.000.000 (ottenuti dallo Stato), e & realizzato dalla Ditta Eligio Bevilacqua di Torre di Nelfi (L'Aquila)". Pregevole strumento il cui valore oggi si aggira sui 100.000.000.

----------La Chiesa è rifinita, arricchita e totalmente arredata dopo la sua inaugurazione. Vengono installati trenta banchi in mocano, la Via Crucis in stile Romano, la Balaustra in marmo dell'Altare maggiore, il pulpito anch'esso marmoreo, la zoccolatila, sempre in marmo dei muri perimetrali, 8 lampadari a gocce di cristallo, un Armonium "Galvan" a due registri, costo lire 170.000, una poltrona con due sgabelli finemente lavorati, in noce, per le messe solenni, affrescata l'Abside con le figure del Padre e del Figlio ad opera di Americo Buscicchio di Lecce con tratti più incisivi e netti rispetto a quelle dello Spirito Santo, Maria SS. Immacolata e restanti ad opera di Umberto Colonna di Bari, lo stesso autore della decorazione del soffitto della navata centrale consistente in cassettoni dipinti con al centro dei rosoni in legno laminati in oro zecchino e del grande dipinto, olio su tela, raffigurante San Michele Arcangelo.

----------Le figure di San Pietro e San Paolo, sovrastanti l'arcata absidale sono frutto di uno scambio proposto dal Colonna ed accettato da Don Pasquale: l'affresco in cambio dell'ovale centrale sovrastante l'Altare del S. Cuore di Gesù con su scolpito, a detta di molti, lo stemma civico di Galugnano. L'ovale è sostituito da una lastra di pietra leccese con su dipinto il Sacro Cuore di Gesù.

----------.Ultimi tocchi di Mons. Caputo per la sua amata Parrocchiale: 12 Settembre 1993, in occasione del 50° di sacerdozio, inaugurazione del portone in bronzo dell'ingresso centrale articolato in otto riquadri rappresentanti la Natività, la Samaritana, l'Ultima Cena e la Crocifissione a sinistra; la Resurrezione, la Pentecoste, la Consacrazione di Mons. Pasquale Caputo e il Concilio Ecumenico Vaticano II a destra. Sul retro delle due ante si legge: " S.E. Mons. F. Cacucci Aravo di Otranto benedì il 12 Settembre 1993. A ricordo del 50° di sacerdozio il Parroco Mons. Pasquale Caputo, coti il contributo dei fedeli ed amici, ideò e promosse " e su altro riquadro: " Gli artisti Lorenzo Ciccarese e Valeriano Tondo modellarono - La Fonderia d'arte Salvatore di Pistoia fiise".

----------1996, installazione di due angioletti in marmo sulla balaustra fungenti da amboni.

----------8 Dicembre 1998, inaugurazione e benedizione dei due portoni laterali in bronzo. In quello di sinistra, in sei pannelli, sono raffigurate l'Annunciazione, l'Immacolata, la Madonna del Rosario, l'Assunta, San Michele e San Raffaele; sui due pannelli alla base si legge: "AD MCMXCVIII Rev.di D.ni D. Paschalis Caputo cura ac studio." e sull'altro: " Manu Laurentiis Ciccarese pietate fidelium haec ia- nuae aeneae perfectae fuerunt." In quella di destra si ammirano San Pietro, San Paolo, San Matteo, San Marco, San Luca e San Giovanni e si legge : " Cum pateat eccede pio animo " e " Cum clausa sit ora patrem tuum ".

----------Le strutture portanti sono del Maestro Franco Natale di Cavallino, la fonderia del Maestro Francesco Magnifico di Bari.

Rosone centrale

 

 

  L'architettura dell'opera ben si evince dall'indice:

Pag.

Introduzione

5

Premessa

7

Jesus Maria - 1591 -

9

Capitolo Primo - La preistoria

11

Capitolo Secondo - Dalla preistoria alla fine del Medioevo

31

Capitolo Terzo - Il Cinquecento

73

Capitolo Quarto - Il Seicento

113

Capitolo Quinto - Il Settecento

143

Capitolo Sesto - L'Ottocento

173

Capitolo Settimo - Il Novecento

253

Capitolo Ottavo (Appendice finale) - Il dialetto galugnanese. Usi e costumi...  

403

Conclusioni

451

Bibliografia

453