Mons. Pasquale Caputo (1918–2007)
Nato a Minervino di Lecce il 31 maggio 1918, entra in seminario e viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1943. Pochi giorni dopo, il 10 luglio 1943, l'Arcivescovo di Otranto lo invia a Galugnano — dove il parroco è gravemente malato — nominandolo economo il 19 luglio e parroco il 18 febbraio 1944. Il prete "venuto da fuori", minuto e apparentemente esile, dimostra da subito una forza di carattere e una capacità organizzativa fuori dal comune, diventando negli anni la vera autorità di riferimento della Frazione.
Attivissimo in politica per procurare vantaggi alla comunità (dal voto di scambio alle raccomandazioni), guida in prima persona una lunghissima serie di opere pubbliche e religiose, di cui lascia egli stesso la cronistoria in due volumi: "Fede ed Arte a Galugnano" (1989) e "Riscontri e Testimonianze" (1990). Tra le realizzazioni: la ricostruzione della chiesa parrocchiale (1951–1955), il campanile (1956), la casa canonica, il restauro della chiesa dell'Annunziata (1960), il salone parrocchiale (1961), l'ampliamento del cimitero (1963), il monumento ai caduti (1965), l'organo della parrocchiale (1965), il restauro della chiesa dell'Addolorata (1973) e della chiesa della Madonna della Neve (1978).
Due i "nei" che gli vengono ancora oggi ricordati: l'abbattimento totale della cinquecentesca chiesa parrocchiale e la distruzione di un menhir su via San Nicola durante lo spianamento della strada, nel 1955. Insignito di onorificenze civili e religiose (Cavaliere della Repubblica nel 1969, Cappellano di Sua Santità nel 1985), lascia Galugnano il 5 ottobre 2007, dopo oltre sessant'anni da parroco.
Dott. Paolo De Santis (1772–1830)
Una delle figure più eminenti che Galugnano possa vantare. Nato il 5 gennaio 1772 (non 1769 come tramandato da alcune fonti storiche), medico stimato in tutta la provincia, fu capo della locale "squadriglia" dei Filadelfi — società segreta di orientamento democratico e antibonapartista, diffusa nel Salento nei primi dell'Ottocento sul modello della massoneria e della carboneria. La sua famiglia era in stretti rapporti con i decaduti Baroni Massa (Geronimo Massa e la moglie furono suoi padrini di battesimo), e proprio la vicenda di Oronzo Massa — fucilato dai Borboni per la sua fede filo-francese — sembra aver alimentato in lui l'amore per gli ideali di libertà.
Fu il primo Sindaco galugnanese della centrale Università di San Donato di Lecce, dall'agosto 1818 al dicembre 1823: per averne un altro non "acquisito" bisognerà attendere i podestà del ventennio fascista. Muore il 9 marzo 1830. Nei primi decenni del Novecento un Circolo Cittadino porterà il suo nome.
Don Donato Dell'Anna
Parroco di profonda spiritualità e grande cultura, fondatore della piccola ma pregevole biblioteca parrocchiale — che vanta ancora oggi alcune cinquecentine. Nominato parroco nel 1803 dall'Arcivescovo Morelli, come scrive l'Arditi «visse benedicendo e morì rimpianto da tutti i suoi figliani nel 1850». Lascia un dettagliato "Libro dello stato delle anime della Parrocchia di Galugnano", redatto alla fine del 1849.
Padre Raffaele De Santis (1806–1882)
Missionario dei Padri Vincenziani, figlio del notaio Domenico De Santis. Verso la metà dell'Ottocento cura la costruzione del palazzo oggi noto come "Boccadamo", dove si trasferisce con alcuni confratelli quando nel 1865 i Savoia requisiscono il loro convento leccese. Entrato in Congregazione il 29 dicembre 1826, ricopre il ruolo di Superiore della casa di Lecce dal settembre 1861 al 1866, in anni di forti tensioni tra Stato e clero. Muore a Galugnano il 2 dicembre 1882. Per le sue vicende galugnanesi si veda anche Palazzo Boccadamo.
Prof. Gino Dell'Anna (1930–1992)
Il fiore all'occhiello del Novecento culturale galugnanese. Nasce a Gallipoli il 21 giugno 1930 da genitori galugnanesi, laureandosi in chimica nel 1954 e dedicandosi alla ricerca scientifica: assistente e poi aiuto cattedra di mineralogia all'Università di Bari, professore di geochimica e giacimenti minerari, libero docente nel 1971 e infine Professore Ordinario di Mineralogia nel 1975. Dirige l'Istituto di Mineralogia e Petrografia (1981–1983) e il Dipartimento Geomineralogico (1983–1986).
È il primo a studiare sistematicamente i minerali delle formazioni sedimentarie pugliesi — bauxiti, terre rosse, calcari — e individua nelle grotte di Castellana un minerale sinora sconosciuto, che presenta alla scienza come francoanellite, in omaggio all'amico Franco Anelli, scopritore delle grotte. Socio fondatore del gruppo italiano dell'AIPEA (studio delle argille) e membro della SIMP, organizza congressi internazionali a Bari nel 1976 e nel 1980. Malato da tempo, non fa mai pesare la sofferenza e resta dedito al lavoro fino agli ultimi giorni. Muore il 12 agosto 1992. Una via di Galugnano porta oggi il suo nome, così come per Don Pippi Cucurachi e Suor Margherita Valente.
Oronzo Massa
Figura "scapestrata" della famiglia baronale dei Massa, signori di Galugnano per oltre un secolo. Entrato nell'esercito borbonico, disgustato dalla dittatura passa al nemico e con la Repubblica Partenopea del 1799 raggiunge il grado di Generale. Al ritorno dei Borboni, con l'aiuto dell'ammiraglio inglese Nelson, viene catturato, fucilato il 14 agosto 1799 e appeso nel cortile della caserma del Carmine a Napoli — episodio che segna l'inizio del declino della famiglia come baroni. Per il contesto storico completo si veda Cenni storici.